Tourist Organizer si adegua alle recentissime indicazioni relative alla Tassa di Soggiorno.
Con la versione 6.46 (pubblicata il 2 luglio 2018) viene introdotta una nuova release dello strumento di elaborazione di stampa riepilogativa della tassa di soggiorno (già presente sul programma dal 2016 in una versione basata sulle normative allora vigenti).

Non si escludono ulteriori evoluzioni dello strumento al fine di ottimizzare i processi di comunicazione tra le strutture turistiche e gli entri amministrativi locali ma gli innumerevoli regolamenti studiati e messi in vigore dai quasi 8.000 comuni italiani comportano una grave difficoltà nel creare uno strumento “unico” che possa andare bene per tutti.
Vi terremo aggiornati sull’argomento.

 

MA COS’E’ LA TASSA DI SOGGIORNO?

Chi è abituato a viaggiare conosce la tassa di soggiorno, i viaggiatori meno assidui si sono imbattuti in questa tariffa suppletiva al costo delle stanze da corrispondere al momento dell’arrivo – o della partenza – in alberghi e strutture ricettive. L’imposta di soggiorno è un contributo fisso, il cui costo varia da città a città, che gli albergatori richiedono a turisti e viaggiatori ospitati nelle strutture.

Si tratta di un’imposta che ogni ospite deve corrispondere per ogni notte trascorsa in alberghibed and breakfastostelli e campeggi delle principali città non solo dell’Italia, ma anche del resto del mondo. Solitamente si addebita come un extra da aggiungere al costo complessivo della camera e dei servizi offerti durante il soggiorno.

Il regolamento che disciplina il pagamento della tassa di soggiorno varia a seconda delle località d’interesse artistico, culturale o turistico in cui si soggiorna. Alcuni municipi hanno infatti introdotto una tassazione fissa, altri hanno scelto di variare i costi in base alla categoria dell’alloggio e ai costi extra forniti durante il soggiorno. Turisti e viaggiatori che soggiornano nelle principali città italiane vedranno addebitarsi da 1 a 5 euro a persona per ogni giorno di pernottamento, da corrispondere in contanti o con carta di credito direttamente al gestore della struttura alberghiera previo rilascio di ricevuta o fattura in cui la tassa di soggiorno sia indicata come “operazione fuori campo Iva”.

Tale tassa non è però addebitabile a diverse categorie di viaggiatori: residenti, bambini al di sotto dei 12 anni, universitari fuori sede, disabili e accompagnatori, malati e i congiunti di chi è ricoverato in strutture sanitarie, militari e Polizia, autisti di autobus e accompagnatori turistici. L’unica categoria di struttura alberghiera che è invece impossibilitata a richiedere la tassa di soggiorno è l’ostello della gioventù.

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