I giudici confermano il diritto a tenere montati i manufatti per tutto l’anno, dando torto alla Soprintendenza che voleva limitare alla sola stagione estiva.

Nel mezzo dell’estate è arrivata una nuova sentenza a sancire il diritto degli stabilimenti balneari a mantenere le strutture di facile rimozione per tutto l’anno. Con la pronuncia n. 3691/2018 dello scorso 2 agosto, il Consiglio di Stato ha dato torto alla Soprintendenza che voleva obbligare il lido “Spiaggia Azzurra” di Otranto (nella foto) a smontare i manufatti durante la stagione invernale: secondo i giudici, una volta espresso il parere di compatibilità dell’opera con il vincolo paesaggistico, non può avere senso escludere tale compatibilità solo per alcuni periodi dell’anno. Il lido “Spiaggia Azzurra” aveva già ottenuto una sentenza favorevole dal Tar Lecce (n. 2015/2017): i giudici amministrativi avevano dato ragione alla proprietà sul mantenimento per tutto l’anno dello stabilimento, affermando che le valutazioni operate dalle amministrazioni, pur a fronte della mancata alterazione della struttura, avevano illogicamente prospettato un pregiudizio al contesto paesaggistico durante il solo periodo invernale, e non anche durante quello estivo.

Contro questa decisione, la Soprintendenza aveva presentato ricorso in Consiglio di Stato, il quale però non ha fatto altro che confermare il primo grado di giudizio. In definitiva, il lido “Spiaggia Azzurra” ha quindi diritto di restare al suo posto per tutto l’anno solare, anche perché il manufatto è sempre stato reputato pienamente compatibile con il vincolo paesaggistico insistente sulla zona costiera. «Il Consiglio di Stato – evidenzia l’avvocato Antonio Quinto, difensore della “Spiaggia Azzurra”, sul Corriere Salentino – dando seguito a un orientamento oramai consolidato, ha espresso il convincimento che l’amministrazione debba chiarire i profili di incompatibilità, opposti a quelli che hanno consentito la realizzazione e il mantenimento per la stagione balneare che, per ragioni intrinseche, comporta una maggiore rilevanza in termini di impatto paesaggistico in ragione dei numerosi fruitori dello stesso bene tutelato».

L’aspetto della sentenza che risulta particolarmente interessante per i balneari è nel passaggio in cui il Consiglio di Stato, come già accennato, evidenzia che la Soprintendenza deve esprimere fin dall’autorizzazione paesaggistica, in maniera precisa, i motivi che potrebbero ostacolare il mantenimento di una struttura balneare per l’intero anno solare, specificando eventuali esigenze di tutela ambientale differenti a seconda dei diversi periodi. «In casi come questo – commenta l’avvocato Quinto – la motivazione deve essere resa in maniera quanto più esaustiva e completa possibile per il pregiudizio che verrebbe arrecato al contesto paesaggistico nel periodo invernale piuttosto che in quello estivo».

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Fonte: MondoBalneare.com.

 

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